L'ILLUSIONE DI ESSERE LIBERI


Eccomi di ritorno da un viaggio nella Repubblica Popolare Democratica del Laos, uno di quei paesi dove pare non esista alcuna libertà visto che si tratta di uno stato comunista.
Ne sono uscito vivo, incredibile! Che i comunisti non siano proprio così cattivi?
Chi ci crederebbe che Vientiane è una bella città, piuttosto pulita e tranquilla senza carri armati nelle strade e senza militari con gli Uzi in mano pronti a sparare.
La visita nelle campagne, nei villaggi rurali mi ha mostrato ovviamente quello che già mi aspettavo, molta povertà e miseria ma, anche una realtà non molto diversa da quella che ho visto solo alcuni giorni prima alla periferia di Udon Thani, nella libera e capitalista Thailandia!
E allora? Qualcuno mi dirà che almeno in Thailandia la gente è libera, mentre in Laos è oppressa, giusto?
Libertà?
Diamo un'occhiata ad entrambi i paesi o meglio ad entrambi i sistemi.
Entrambi hanno una elite molto ricca e corrotta, mentre le persone alla base della piramide sociale e i contadini soffrono in povertà e in miseria.
Sono purtroppo così abituati ad essere sfruttati e trascurati che ormai possono accettare qualsiasi cosa pur di poter sopravvivere più o meno in pace.
Quale, dunque, la differenza tra questi due paesi che rappresentano sistemi apparentemente opposti?
L’illusione!!!
L’illusione è l'unica vera differenza.
In Thailandia la gente vive e crede di essere libera, coltiva l'illusione di libertà come tutti coloro che vivono nei paesi “liberali" ma è chiaramente, ripeto, solo un'illusione.
Proviamo a gridare contro di "Loro", contro coloro che dirigono l'economia, coloro che controllano tutto, come le grandi multinazionali e vediamo le conseguenze.
La gente è libera finché fa quello che “Loro” dicono, altrimenti...
In Laos perlomeno la gente sa cosa le è permesso e cosa no!
Sanno perfettamente dove sta il confine posto da chi comanda, non sono presi in giro con un’illusione di libertà.
Nel così detto mondo libero invece non è mai chiaro dove sta questo confine ma, è altrettanto sicuro che se si fa o dice qualche cosa contro le persone sbagliate, si pagherà un prezzo altrettanto alto.
Libertà? Mah, ad esempio i responsabili di un blog tailandese (www.thai-blog.com) mi hanno gentilmente richiesto di astenermi di esprimere la mia opinione a causa delle mie inclinazioni politiche, in particolare temendo di finire in una “lista nera” del governo!
Libertà? Mah, e questo non in Laos ma in Thailandia.
In ogni paese, in ogni nazione la libertà dipende dal grado di ricchezza, piu’ si é ricchi e piu’ si è liberi mentre quando si è poveri bisogna assolutamente rimanere tranquilli, in silenzio e sottostare ai “Loro” ordini.
Lo ribadisco, almeno in Laos non si vive nell’illusione della libertà, é chiaro chi ha il potere e chi temere, la gente ne é perfettamente consapevoli. Invece le moltitudini che campano nei paesi capitalistici non hanno neppure tale consapevolezza, continuano a vivere in un'illusione, l'illusione di essere liberi e non sanno nemmeno chi temere!
Libertà? A Vientiane sembra esserci un tipo di coprifuoco dopo le 10 di sera, forse non è il massimo della vita ma, personalmente, non mi dispiacerebbe se il governo tailandese facesse lo stesso a Pattaya, in alcuni quartieri di Bangkok o Phuket.
Questo effettivamente limiterebbe le libertà individuali ma servirebbe anche a prevenire la prostituzione minorile, lo sfruttamento sessuale di molti bambini e eviterebbe che orde di pedofili occidentali vaghino su quei marciapiedi eternamente in cerca di preda.
Vientiane è stato un buon cambiamento in questo senso. Personalmente non sarei contrario a porre dei limiti al turismo che, è vero, può portare dei benefici finanziari a breve termine ma che a lungo termine, può realmente danneggiare e minare una nazione e la sua cultura. Non devo guardare troppo lontano per averne la prova.
Libertà: un'illusione, solo una parola.
L'unica maniera per ottenerla è cercarla dentro noi stessi.
Come? Non so, è un percorso di ricerca estremamente personale.
Qualcuno potrà riuscirci attraverso la meditazione ma ci possono essere molti altri modi possibili.
Personalmente credo che riuscendo a liberarci dal materialismo, dalla dipendenza dello shopping, sia un primo passo, liberiamoci dalle leggi del mercato che è pure l'unico modo per attaccare il potere, colpirlo nella sua unica fonte d’interesse, le tasche ed il dollaro!
Il primo passo verso la libertà è smettere di essere un consumatore e invece tornare a essere un uomo!
Il secondo, sempre secondo la mia umile opinione, è, liberarsi dalla paura, la paura che paralizza l’essere umano, che gli impedisce di esplorare la vita, di esprimere le proprie opinioni e di agire.
Viviamo in un mondo dominato da paura, "Loro", vogliono farci vivere nella paura costante per renderci docili e pronti seguire il gregge, senza mai fare domande e credere ciecamente in quello che "Loro" ci dicono.
Questo accade ovunque, con qualsiasi genere di governo, di religione o organizzazione, ad ogni latitudine.
Mai porre domande e aver costantemente paura delle conseguenze delle proprie parole e dei propri atti!
In passato gli schiavi erano in catene, ora il metodo è molto più subdolo e gentile, ma il risultato finale è il medesimo, non siamo liberi come non lo erano loro!
Cosa scegliere dunque tra una bandiera rossa e il dollaro?
Dev’esserci sicuramente un via di mezzo e questa via di mezzo la possiamo trovare solo dentro di noi, è l’unica strada verso la libertà!
Pace, amore e la libertà!
Vorrei aggiungere una piccola ed ultima cosa.
Mentre vagavo per città e villaggi in Laos, ho potuto vedere, con mia estrema sorpresa, molti giovani e bambini. Allora ho pensato che, forse e ripeto forse, non è completamente vero che i comunisti mangiano i loro bambini o no?
Pianeta Terra, il 2 aprile 2549
© - copyright Claudio Romano
(questo testo è stato setacciato, perquisito, ispezionato, torturato e poi mangiato da Beppone Isacchi)

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