THERE IS ONLY ONE JIMMY JOHNSTONE

Ieri, lunedi’ 13 marzo e’ deceduto Jimmy Johnstone, forse il miglior giocatore che abbia mai vestito la maglia del Glasgow Celtic F.C. Questo e’ un estratto del capitolo 3 di “Boh”, il libro che sto scrivendo ed e’, ovviamente, dedicato a questo piccolo grande giocatore e uomo. Long live Jimmy Johnstone.
Un momento epocale nella mia esistenza e’ poi stata la semi finale di Coppa dei Campioni tra Celtic e Inter. Non mi ricordo piu’ l’anno (per questo basta andare a vedere gli annali della competizione), si giocava a Glasgow, pioveva a dirotto e nel Celtic, squadra che vestiva una maglia strana bianca e verde a strisce, giocava un piccoletto dai capelli rossi Jimmy Johnstone. Era bravo, ala destra inafferrabile.
Il Celtic perse ai rigori, aihme’ ma quella notte inizio la storia d’amore piu’ duratura della mia vita, quella con il Celtic storia senza tradimenti, un amore duraturo nel bene e nel male e che durera’ fino a quando saro’ disteso nella mia bara, vestito di quella maglia bianco e verde a strisce orizzonatali, ora purtroppo inquinata dagli sponsor in nome del Dio denaro che si e’ impossessato di tutto.
Per me “pel di carota” oppure “testa ruggine”, come venivo preso in giro dai miei amici, era una rivincita: avevo trovato il mio modello in quella minuscola ma bravissima ala destra che vestiva quella strana ma unica maglia.
Da quel momento il mio destino era segnato, da quel giorno sono diventato un Bhoy!
Ancora oggi, come e piu’ di prima, la prima cosa che controllo quando sono collegato a internet (ovunque io possa essere) sono le notizie sul Celtic, nuovi acquisti, ferimenti di giocatori, formazioni future oppure anche solo “gossip”, si’ il Celtic e’ stata una delle poche costanti della mia vita.
Tutto questo grazie a Jimmy Johnstone? Oppure una questione karmica? O forse perche’ il Celtic non e’ solamente una squadra ma ben di piu’, e’ una ragione di vita?
Non era forse anche una prima avvisaglia della mia stranezza? Quanto tutti impazzivano per Inter, Milan o Juventus io lo facevo per il Celtic, squadra che nessuno conosceva alle mie latitudini!
Di quegli anni mi ricordo purtroppo anche un’altra sconfitta, quella a San Siro in finale di Coppa Campioni, contro il Feyenoord. Immagini ancora in bianco e nero che portavano le prime sofferenze di un bambino per la sua squadra. Allora non sapevo nemmeno che fosse la fine di un epoca, la fine dei “Lisbon Lions”!
E stranamente non ho memorie del nostro piu’ grande triondo, la Coppa dei Campioni del 1967, se non la mia felicita’ per aver sconfitto l’Inter, la squadra di mio fratello!
Ancora oggi quando, nel tempo libero, mi metto davanti al computer e gioco a fare il manager di una squadra di calcio, sempre scelgo il Celtic. Vorrei a volte provare a cambiare squadra ma poi il gioco perde ogni senso e interesse per me.
Trovo una grande soddisfazione nel creare il mio Celtic che vince campionati e Coppe. Per un uomo di mezz’eta’ non sara’ un granche’ ma perlomeno questo contribuisce notevolmente a tenere in vita il bambino che ancora c’e’ in me!
Grazie Jimmy, per avermi fatto innamorare del “nostro” Celtic.
Long live Jimmy Johnstone, forever. Hail Hail.
BAN NAUDOM, 14 marzo 2549
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